Sei preparato. Aggiornato. Tecnicamente sai il fatto tuo. Eppure lo sai anche te: il salto che ti manca non è nel prossimo corso di tattica. È tra le tue orecchie. Ed è lì che nessuno ti ha mai allenato.
Gratuita davvero. Nessun contratto, nessun imbuto di vendita. Una conversazione tra professionisti.
Non sono difetti di carattere. Sono schemi mentali. E gli schemi — lo sai meglio di chiunque altro — si possono riallenare.
Ti sei riconosciuto in almeno due? Allora continua a leggere. In nessuna? Complimenti: hai già risolto tutto e questa pagina non ti serve. Puoi chiuderla senza rancore.
Tutti ti dicono di "gestire la pressione" come se fosse un interruttore. Non lo è. La paura di sbagliare, di deludere, di perdere il gruppo: non si spegne. Si usa.
Io lavoro con un approccio strategico: non andiamo a scavare nella tua infanzia, andiamo a vedere come funziona il problema oggi — e come smontarlo con azioni concrete, spesso controintuitive, da portare in campo già dalla settimana dopo.
Il paradosso che vedo ogni giorno: gli allenatori sono i primi a predicare che "la testa fa la differenza" — e gli ultimi a investire sulla propria. Tu decidi da che parte stare.
Metodo strategico basato sull'approccio di Giorgio Nardone: si parte da come il problema funziona, non da dove viene. Come su una lavagna: si guarda lo schema, si trova dove si inceppa, si cambia il movimento.
Mappiamo dove la testa ti frena davvero: pre-partita, gestione del gruppo, rapporto con la dirigenza, comunicazione sotto stress. Senza giudizio — ma senza sconti.
Smontiamo il meccanismo: cosa fai (in buona fede) che mantiene il problema vivo. Spoiler: quasi sempre le "soluzioni tentate" sono il problema stesso.
Prescrizioni pratiche tra una sessione e l'altra. La paura da freno a strumento. Come dici tu ai tuoi atleti: se non ti alleni, non cambi. Vale anche per te.
Sono Simone Beltrami, mental coach. La paura in campo l'ho provata sulla mia pelle: quel nodo allo stomaco prima che conti davvero, lo conosco per nome. È per questo che oggi ne ho fatto il centro del mio lavoro.
Mi sono formato alla Top Performance Coaching di Nicoletta Romanazzi e lavoro con un metodo basato sull'approccio strategico di Giorgio Nardone. Seguo atleti, arbitri e — sempre più spesso — chi gli atleti li guida: gli allenatori.
"Pensavo di dover imparare a 'gestire la pressione'. Ho imparato a usarla. Il pre-partita è passato da incubo a routine, e ho smesso di rivedermi ogni cambio in testa per tre giorni."
Marco T. Allenatore di calcio — Promozione
"Il mio problema non era la squadra: erano le tribune. Dopo il percorso ho smesso di allenare per i genitori e ho ricominciato ad allenare le ragazze. Il gruppo è più tranquillo. Io pure."
Federica R. Allenatrice di pallavolo — Under 16
"Rimandavo il salto di categoria da tre stagioni con la scusa del 'non è ancora il momento'. In sei sessioni ho capito che il momento non arriva: si prende. Quest'anno alleno due categorie sopra."
Luca M. Allenatore di basket — Serie C
No. Lo psicologo si occupa di aspetti clinici e diagnosi, spesso partendo dal passato. Il mental coach lavora sul presente e sulla performance: obiettivi concreti, strategie, risultati. Se durante il percorso emergesse qualcosa di clinico, te lo dico chiaro e ti indirizzo dal professionista giusto. Sono complementari, non concorrenti.
La pressione non guarda la categoria. Anzi: nel giovanile ci metti pure i genitori in tribuna, che valgono da soli un capitolo intero. Se guidi un gruppo e la testa ti frena, il livello del campionato è un dettaglio.
Le sessioni durano 60 minuti e si fanno anche online, quando fa comodo a te. Il resto del lavoro lo porti dove sei già: in campo. Non ti chiedo tempo in più — ti chiedo di usare diversamente quello che hai.
In genere 6–8 sessioni, poi si valuta insieme. Molti notano cambiamenti già dopo le prime 4–5. E l'obiettivo resta lo stesso dal primo giorno: renderti autonomo, non abbonato.
La sessione conoscitiva è gratuita: parliamo, capiamo se il percorso ha senso per te, ti spiego costi e formati senza giri di parole. Poi decidi tu. Nessun vincolo, nessuna firma sotto pressione — quella la lasciamo agli sponsor.
Puoi interrompere quando vuoi. Il percorso è tuo, non mio. Ma un patto lo facciamo subito: se non ti alleni — cioè se non fai il lavoro tra una sessione e l'altra — non funziona, e questo te lo dico prima.
Una sessione conoscitiva gratuita. Sessanta minuti, online o a Cecina. Mi racconti dove ti blocchi, ti dico onestamente se e come posso aiutarti. Se non posso, te lo dico. Se posso, te lo dimostro.
Rispondo io, non un assistente. Di solito entro 24 ore.